the ART per il collezionista

non è necessario essere esperti d’arte per sapere che si vuole restare in questo mondo.

il collezionismo non inizia quando si è in grado di distinguere tutte le correnti, le epoche e i nomi. inizia molto prima. dal momento in cui un’opera cattura lo sguardo un po’ più a lungo di quanto dovrebbe.

prima viene l’incanto. la conoscenza può arrivare dopo

l’arte ha la strana abitudine di complicarsi da sola. più se ne parla, più è facile credere che sia necessario sapere qualcosa prima di poter provare qualcosa.

eppure la prima reazione e le emozioni non hanno bisogno di un dizionario. un quadro potrebbe non intonarsi con il divano, una scultura potrebbe essere del tutto poco pratica, una fotografia potrebbe non rappresentare nulla che si possa spiegare rapidamente. ed è proprio per questo che può rimanere impressa nella mente.

the ART non cerca di trasformare il pubblico in uno storico dell’arte. gli offre uno spazio in cui poter osservare, tornare indietro, confrontare e, col tempo, comprendere sempre di più. senza esame di ammissione.

perché un buon inizio di collezione non suona «è un nome importante». più spesso si dice: ««non so perché, ma voglio conviverci».

non si diventa collezionisti dopo il decimo acquisto

il termine «collezionista» ha un’accezione più pesante di quanto dovrebbe. evoca immagini di grandi case, magazzini, aste, cataloghi e la convinzione che sulle pareti non possa esserci nulla di casuale.

nel frattempo, una collezione può iniziare con una sola opera.

da un’opera d’arte acquistata dopo lunga riflessione. da un quadro che per diversi giorni non si riusciva a togliersi dalla testa. da una fotografia trovata per caso. dalla prima decisione di portare in casa, invece di un altro oggetto, qualcosa che avesse una voce propria.

the ART considera questa prima decisione esattamente allo stesso modo di quella successiva. non divide le persone tra coloro che «si conoscono già», e di coloro che sono alle prime armi.

l’arte non conosce gerarchie.

una scoperta senza fretta

non è necessario comprare tutto subito. a volte bisogna tornare a guardare l’opera al mattino. a volte la sera. a volte mostrarla a una persona cara, altre volte invece a nessuno.

per questo motivo in the ART le opere degli artisti possono essere prenotate. la prenotazione concede tempo per decidere, ma non trasforma l’osservazione dell’arte in una corsa al pulsante «acquista». per un certo periodo l’opera rimane in attesa, e lo spettatore può verificare se la prima impressione è stata momentanea o se invece è rimasta.

è una piccola differenza nella meccanica. una grande differenza nelle emozioni.

perché tra «mi piace» a «voglio averlo a casa mia» spesso ci sono ancora alcune riflessioni importanti. the ART offre loro spazio.

dietro ogni opera c’è una persona

il collezionismo ha senso solo se non si limita alla miniatura, al prezzo e alle dimensioni.

pertanto, accanto all’opera in the ART ecco l’artista. il suo profilo, la sua storia e le altre opere. accanto alle opere della galleria c’è la galleria stessa, la sua selezione e gli artisti che rappresenta. è possibile vedere non solo un singolo oggetto, ma anche il contesto da cui è nato.

a volte è proprio questo contesto a determinare la scelta. altre volte è il contrario: prima nasce il fascino per l’artista e solo in seguito per l’opera specifica.

entrambe le versioni vanno bene. the ART non stabilisce un unico percorso corretto dalla visualizzazione all’acquisto.

«venduto» non significa «invisibile»

in un negozio tradizionale, una volta venduto, il prodotto scompare o perde di significato. nell’arte ciò sarebbe un po’ assurdo.

un’opera venduta continua a far parte della storia dell’artista. ne illustra la direzione, la portata, il linguaggio e un momento specifico della sua produzione. per il collezionista può rappresentare il punto di partenza per la scoperta di altre opere, anche se quella specifica non è più disponibile all’acquisto.

pertanto the ART non cancella l’opera d’arte dopo la transazione. stato «venduto» dice la verità sull’accessibilità, ma non esclude l’opera dalla narrazione.

la collezione inizia con una scelta. la storia dell’artista non si esaurisce con il pagamento.

l’acquisto di opere d’arte non deve necessariamente essere un’attività riservata agli addetti ai lavori

prezzo, nome dell’artista, tecnica, dimensioni, spazio sulla parete, possibilità di ritiro, colloquio con l’artista o la galleria. la decisione di acquisto può avere molteplici sfaccettature.

the ART mette ordine in ciò che può essere ordinato e non finge che tutto il resto possa essere ridotto a un algoritmo.

l’attività della galleria può portare all’acquisto online. l’opera dell’artista può essere prenotata, mentre le ulteriori trattative e la vendita possono avvenire senza commissioni addebitate da the ART. percorsi diversi, poiché diverse sono le relazioni che stanno alla base dell’arte.

c’è un elemento in comune: il pubblico deve sapere cosa è disponibile, cosa è riservato e cosa ha già trovato un proprietario.

una collezione non deve necessariamente essere un progetto. può essere una testimonianza di vita. può essere uno stimolo.

con il passare del tempo, le opere d’arte iniziano a dialogare tra loro, anche se nessuno lo aveva previsto in precedenza.

un’opera ricorda un luogo. un’altra, una persona. la terza, un momento in cui tutto era un po’ diverso. la successiva nasce perché, dopo alcuni anni, lo sguardo ha iniziato a cercare qualcosa di completamente nuovo.

e allora si scopre che la collezione non è una lista della spesa. è una testimonianza delle scelte compiute.

the ART vuole essere un luogo in cui tornare proprio per queste scelte. a volte per il primo lavoro. a volte per il successivo. a volte solo per dare un’occhiata, per un attimo.

inizia da ciò che cattura lo sguardo

non è necessario sapere subito cosa si sta cercando.

basta trovare qualcosa davanti a cui si ha voglia di soffermarsi un po’ più a lungo.

il resto può venire dopo.

crea il tuo profilo da collezionista e inizia a scoprire the ART a modo tuo.